Terapia narrativa: l’arte dello storytelling

“Le storie sono fondamentali per l’umanità perché hanno dato forma all’immaginazione: il primo requisito per il progresso” (Byron Reese).

Alcune storie sono nate prima dell’invenzione della scrittura,e prima,addirittura,che facessero il loro esordio nella tradizione orale.L’origine dello storytelling inteso come arte del raccontare e tramandare storie tra le generazioni e le ere,è davvero antica.

Come ricorda lo stesso Pullman, dopo il nutrimento,il riparo,e la compagnia le storie sono la cosa di cui più bisogno abbiamo al mondo. Perché,se ci pensiamo bene, SIAMO STORIE.

L’insieme di storie che non solo leggiamo, incrociamo o recitiamo, consapevoli o meno, da quelle familiari alle favole dell’infanzia, ma anche quelle che decidiamo di scrivere, incarnare e raccontare, anche mentre le viviamo. In prima o in terza persona,cambia molto,ad esempio, già di suo.

Dai miti di Platone, alle tappe del Viaggio dell’Eroe di Campbell alle storie che curano di J.Hillman il Fil Rouge sembra rimandarci alla stessa radice: l’uso consapevole delle PAROLE che scegliamo, degli “SCHEMI”che ne derivano, dei VALORI che richiamano, delle EMOZIONI che suscitano, e dei PENSIERI che generano.

Sulla stessa falsariga in ogni psicoterapia c’è sempre una doppia descrizione:c’è la storia che il paziente porta,e c’è quella che il terapeuta,di conseguenza, e di rimando,racconta al paziente.

Per dirla alla Hillman, il discorso terapeutico è anche una gara tra cantori che rinnovano uno dei più antichi generi di diletto culturale conosciuto: la co-costruzione di storie e di realtà.
Una terapia riuscita è quindi una collaborazione tra narrazioni, una re-visione della storia in una trama più intelligente, più immaginativa.

E non c’è storia senza un corpo (parola).

Se le identità nascono dalle storie rischiando di chiudersi nel tempo in etichette e nomi,se ci impegnassimo a trattarle come storie,oltre a restare aperte e vive, come la natura profonda di ogni racconto tramandato, a cos’altro di prezioso potrebbero rimandarci?

Prima di prenderci cura delle persone e di noi stessi,dovremmo farlo delle storie,a partire da quelle scritte,silenziose,tra le righe.

Dove la razionalità non arriva l’immaginazione porta oltre.


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