I rimandi psicologici di Encanto: l’ultimo capolavoro della Disney

“La fortuna non esiste: esiste il momento in cui il talento incontra l’opportunità” (Seneca)

Il fulcro della storia è questo: una ragazzina senza talento “magico” innato,chiamata a salvare la sua famiglia in cui la magia stessa era diventata una condanna. Una via senza più un cuore. La prima protagonista ad indossare degli occhiali, che oltre ad abbattere una nuova barriera sulla diversità e rappresentazione,hanno anche un significato simbolico ben preciso.

Mirabel, come nei vari paradossi della fiaba, indossa degli occhiali poiché questi rappresentano la sua empatia, la capacità di osservare le cose da una prospettiva diversa, fino a scrutare oltre. Il nome stesso Mirabel trova nella sua radice la parola spagnola “Mira” ovvero “guardare”.

Dietro la magia e i talenti si nasconde lo spettro dei social e dei modelli (di bellezza, di bravura, di performance, ecc.) da cui siamo continuamente bombardati. Immagini e stereotipi di perfezione che creano spesso desideri inautentici ed ossessivi che sfociano presto o tardi in senso di inadeguatezza ed ansia perenni.

Eppure il talento non è la vocazione sembra ricordarci la storia,e che può esserci una magica perfezione nel riscoprirsi imperfetti od incompleti.

Talento è una parola che deriva dal greco”talaton”, che indicava originariamente il piatto di una bilancia in disequilibrio poiché su uno dei due veniva posto di solito qualcosa di più pesante, più prezioso. Come una somma di denaro;e di lì a poco nel tempo di fatti quella parola fu usata proprio per indicare ricchezza.

Ma se da ricchezza finisce col diventare ossessione, possiamo davvero associare sempre il talento ad uno scopo?

Con Encanto si entra nel vasto campo delle costellazioni familiari, dei disordini sistemici dell’escluso (come zio Bruno), nella profondità delle relazioni e dei ruoli scomodi spesso ereditati che finiscono per diventare etichette. Solo un amore più grande,attraverso gli occhi maturati di Mirabel, scioglierà irretimenti nati da altrettanto amore.

Encanto non è un film sui supereroi o eroine, e non ci sono cattivi esterni da sconfiggere. Lo scopo sembra quello di restituirci personaggi tridimensionali in cui il vero potere è riscoprirsi umani.

Straordinariamente normali.


Format by @anzlab