“Giudicare i difetti degli altri deriva dal bisogno di assolvere i propri” (E.BredaIl)
Il Super-io potremmo definirlo come il nostro giudice interiore.
La sede delle regole e indicazioni morali che regolano la condotta personale e il proprio sistema di ideali.In parte conscio, ed in parte inconscio ci aiuta ad adattarci socialmente a patto che nel tempo non ci renda succubi di rigidi automatismi che ci separano dalla nostra natura profonda.
L’autogiudizio si costruisce sulla base di tutto il sapere accumulato che noi crediamo ci sia necessario per essere al sicuro,supportati,riconosciuti,dall’avere successo al sentirci amati.
Il più prossimo meccanismo vicino all’autogiudizio è il paragone:inevitabile quanto immediato che può ritornare utile per osservare e smussare aspetti di noi proiettati ed introiettati; distruttivo invece se diventa il ronzio di fondo che ci allontana dal contatto reale con l’esperienza del momento.
Ciò può portare ad un inaridimento della percezione di sé e del proprio valore personale se non teniamo presente un punto cruciale:il giudizio si alimenta attraverso il conflitto e la non accettazione dei propri vissuti interni.
Paradossalmente più tentiamo di lottare contro il nostro sistema di giudizio più alimentiamo il giudice che è dentro di noi.
Una chiave di uscita è imparare ad entrare:con più contatto.
Una cosa è il nostro carattere(Io),funzionale con i suoi tratti unici e adattivi se osservati consapevolmente,ed un’altra è l’identificazione con essi(Ego)che si ciba di bisogni di sicurezza anziché di crescita.
Almaas in”Cuore di diamante” così ammonisce: “Qual’e’ il senso della vita?Qual’e’ il suo valore?La risposta non è nelle parole.Se vedete voi stessi come valore,potete già più facilmente lasciar dispiegare l’essenza,nella sua bellezza e maestosità[..] Noi siamo fondati sul valore”.
Da questo punto di accesso potremmo talvolta cambiare fino a ribaltare il nostro stesso concetto personale di felicità e benessere.
Da una visione autoreferenziale ed egocentrica ad una di inter-dipendenza e sociocentrica.
Per trascendere prima bisogna accettare di scendere, fino al fondo.
Spesso diamo un giudizio sulle cose per non attraversarle.
Format by @anzlab