“L’essere umano è una legione. Il più grande errore è credere che l’uomo abbia un’unità permanente.Un uomo non è mai uno.Continuamente egli cambia. Raramente rimane identico,anche per una sola mezz’ora.” (Gurdjieff)
Il più grande paradosso del nostro tempo è che non siamo in crisi perché non abbiamo la tecnologia esteriore per risolvere i nostri problemi. Noi siamo in crisi perché non abbiamo la volontà per usare gli strumenti che già abbiamo per risolverli.
Pochi sanno che Roberto Assagioli, geniale psichiatra italiano fondatore della Psicosintesi, prima di morire abbozzò un progetto che chiamò “Progetto Volontà”. Si augurava che una comunità internazionale futura di giovani – che definiva “superdotati” perché con coscienze particolarmente sensibili – avrebbe potuto riprenderlo e sviluppare.
Ha parlato di sottolineare il ruolo della volontà nella nostra vita individuale e collettiva, di tracciarne una storia generale nella filosofia e psicologia, di continuare a studiarne le funzioni e scopi, per metterla al servizio di “qualcosa di più grande di noi”.
La Volontà, in una società come quella attuale in cui vi è un enorme gap tra la tecnologia esterna e la “tecnologia delle facoltà interne”, con i rispettivi usi consapevoli o meno che se ne fa,sembra essersi dileguata. Eppure l’enorme crisi di senso e valori che si respira in tempi tanto complessi, non può prescindere dal chiedersi, ogni giorno, quale volontà serviamo tra le diverse volontà dei “piccoli io” che ci abitano.
La Volontà e’ il più grande dei nostri poteri interiori perché è una meta-funzione, cioè una funzione che può organizzare le altre: immaginazione, intuizione, emozione, pensiero, sensazione e desiderio.
Per Volontà non dobbiamo intendere lo “sforzo”a fare qualcosa.
In Psicosintesi, per Volontà, si intende uno stato di integrità, autenticità e centratura e possiede 3 qualità fondamentali:
- È Forte: gestione della nostra energia vitale.
- È buona: rivolta al massimo bene di tutte le forme di vita.
- È saggia: ottiene il massimo impatto con il minimo dispendio di risorse.
Assagioli affermava che il primo atto di volontà è “voler volere”.
Accorgersi che la volontà esiste, che se ne può fare esperienza, fino ad incarnarla.
Per approfondimenti:
- “L’atto di Volontà”, R.Assagioli (edizioni Astrolabio).
- “Il Coraggio di Volere”, Mauro Ventola.
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